Consorzio di Bonifica
Bacchiglione Brenta

PADOVA (PD)
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Tel.  049-8751133
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PRESENTAZIONE

In qualità di Presidente di un Ente Pubblico che impone tributi alla propria Utenza mi capita, sempre più spesso, di ricevere corrispondenza venata di protesta.L’amarezza istintiva che provo si trasforma però in uno stimolo a chiarire i dubbi e le critiche su taluni aspetti del Consorzio di Bonifica, purtroppo sconosciuti alla stragrande maggioranza dei consorziati.

Osservo, infatti, come il denominatore comune che contraddistingue tali proteste sia rappresentato dalle scarse informazioni sul Consorzio di Bonifica, sui compiti che gli sono affidati e, soprattutto, sull’attività che svolge.

In un comprensorio ad alto tasso urbanistico, in cui le infrastrutture di bonifica sono quasi sempre nascoste agli occhi distratti della gente malgrado la dipendenza e l’integrità del territorio siano con queste in connessione assai stretta, perchè più incombente è il rischio idraulico, l’aspetto informativo assume un ruolo ancor più sentito.

La vulnerabilità fisiologica del tessuto urbano impone, invero, una conoscenza minuziosa dei processi di regimazione dell’acqua e di difesa idraulica che non deve essere disattesa, anche se i costi di ricaduta appaiono rilevanti, attraverso la stimolazione della sensibilità collettiva, su un aspetto del vivere quotidiano che è andato smarrendosi con la perdita della "naturalità" del territorio.

Il presente notiziario, che viene recapitato ad ogni contribuente, si prefigge appunto lo scopo di colmare, nei limiti del possibile, le lacune conoscitive e di avviare una linea di dialogo tra l’Ente ed i consorziati. Sarà, perciò, più "guida" che opuscolo, con un taglio editoriale necessariamente nozionistico, piano ed essenziale.

Confido che dalla lettura delle pagine che seguono possano cadere tanti luoghi comuni che, talvolta, un’informazione frettolosa, sommaria e,spesso, disinformata ha alimentato, e si incrini il muro di "diffidenza" che si è costruito nei riguardi del Consorzio.

 

EUGENIO ZAGGIA
Presidente del Consorzio Bacchiglione Brenta


I CONSORZI DI BONIFICA... QUESTI SCONOSCIUTI

 

I CONSORZI DI BONIFICA NEL VENETO: CENNI STORICI

Il riconoscimento del carattere pubblico della Bonifica e dell’irrigazione dei campi, nonchè dei consorzi di proprietari, ha, nel Veneto, una primogenitura che risale al 1545.

Il Consorzio Bacchiglione Brenta, sorto dalla fusione di sette consorzi elementari, alcuni dei quali affondano le proprie radici storiche nel 1600, ha cominciato ad operare nel 1980. Tale fusione è stata voluta dalla Regione Veneto.

NATURA GIURIDICA DEI CONSORZI DI BONIFICA

Dal punto di vista giuridico i Consorzi di Bonifica sono ENTI PUBBLICI ECONOMICI a base associativa.

Sul loro operato vigila la Regione, cui competono anche la verifica ed il controllo sugli atti, ma non la facoltà di sopprimerli (Parlamento italiano). I consorzi esercitano la loro attività e competenza su un comprensorio che, nel caso del Bacchiglione Brenta, si estende per 58.247 ettari: dai colli Euganei al mare Adriatico, delimitato a nord dal Brenta ed a sud dal fiume Bacchiglione, dai quali ha preso la denominazione. (Nelle pagine interne è riportata una schematica cartina del comprensorio)

LE ATTIVITA' DEL CONSORZIO DI BONIFICA

I compiti e le funzioni del Consorzio di Bonifica trovano la loro fonte in leggi statali e regionali. Per una sintesi autorevole di tali compiti giova ricorrere alla sentenza n°66 del 1992, emessa dalla Corte Costituzionale, che recita testualmente:

"La bonifica è un’attività pubblica che ha per fine la conservazione e la difesa del suolo, l’utilizzazione e tutela delle risorse idriche e la tutela ambientale. I Consorzi di Bonifica sono una delle istituzioni principali per la realizzazione degli scopi di difesa del suolo, di risanamento delle acque, di fruizione e di gestione del patrimonio idrico per gli usi di razionale sviluppo economico e sociale e di tutela degli assetti ambientali ad essi connessi".

Per l’adempimento dei compiti di salvaguardia sulle acque di superficie, il Consorzio si affida ad una fitta rete di canali, i quali possono confluire direttamente nei fiumi, ove scaricano la loro portata, oppure presso gli impianti idrovori consorziali, ove le acque vengono sollevate e pompate per mantenere in asciutta il bacino servito. Occorre a questo proposito chiarire che la manutenzione ai corsi d’acqua presenti sul territorio compete:

  • al Magistrato alle Acque, per i fiumi;
  • alla Regione Veneto per le opere ed i manufatti connessi alla navigazione interna;
  • al Consorzio, per i canali di bonifica;
  • ai proprietari, per i fossi privati.

La precisazione è d’obbligo perchè serve a far chiarezza su un diffuso equivoco in cui cade il consorziato, convinto che il tributo sia dovuto solo se gli passa sotto casa un canale consorziale e che tutti gli scoli debbano essere puliti dal Consorzio, anche quelli che invece gli competono, in quanto comproprietario frontista con altri privati o con i comuni e le province, dei fossi laterali alle proprietà od alle strade.

L’attività del Consorzio consiste soprattutto:

  • nella realizzazione delle opere pubbliche di bonifica (canali, impianti idrovori, manufatti, apparecchiature, telecontrollo, ecc.) attraverso lo strumento amministrativo della concessione/delega da parte dello Stato e della Regione;
  • nella manutenzione ordinaria e straordinaria dei predetti canali di bonifica (804 Km.) e degli innumerevoli manufatti di regolazione e manovra, mediante:
    • il taglio delle erbe;
    • il riescavo dei canali quando si intasano;
    • la ripresa delle frane che sovente si verificano negli stessi;
    • la manutenzione e l’esercizio delle apparecchiature di manovra e di regolazione dei livelli idrici;
  • nella conservazione, esercizio ed aggiornamento degli impianti idrovori consorziali
  • (n° 31) e dei manufatti accessori;
  • nel soddisfacimento del servizio irriguo in agricoltura;
  • nel mantenimento della portata minima vitale all’interno della canalizzazione che attraversa i centri urbani;
  • nel servizio di guardiania, di vigilanza e di regolamentazione delle richieste dei privati per l’esecuzione di opere che riguardano le reti idrauliche di bonifica.

Nel corso del 1998 i volumi operativi realizzati dal Consorzio Bacchiglione Brenta si possono così riassumere:

  • superficie di canali sfalciata: mq. 12.617.747
  • riescavo canali: Km. 28,482
  • riparazione di manufatti ed impianti: n° 105 interventi
  • frane nei canali complessivamente riprese con sasso: Km. 5,494

Il personale fisso alle dipendenze del Consorzio è attualmente di 59 unità, cui se ne aggiungono altri 17 stagionali. Il volume globale della spesa effettiva per l’attività descritta si aggira intorno ai 12,5 miliardi annui.

CHE COSA SI INTENDE PER COMPRENSORIO ?

E’ il territorio su cui il Consorzio esercita la propria competenza. Esso è circoscritto da un perimetro che deve essere approvato dalla Regione Veneto (art.1 legge regionale n° 25/96).

A CHI INTERESSA LA BONIFICA

Riguarda tutti gli insediamenti presenti nel comprensorio, tanto quelli agricoli come quelli extra agricoli.

COME AVVIENE LA REALIZZAZIONE DI NUOVE IMPORTANTI OPERE IDRAULICHE

Oltre all’attività di manutenzione come sopra descritta, il Consorzio si occupa della progettazione e della realizzazione delle opere pubbliche di bonifica di rilevante importanza, necessarie per stare al passo con i tempi e con le situazioni di un territorio che cambia in continuazione. Per far ciò chiede allo Stato ed alla Regione i relativi finanziamenti.

Purtroppo, le necessità superano abbondantemente le assegnazioni, particolarmente assenti in questo periodo, con grave sofferenza per alcune importanti realtà comprensoriali.

Il Consorzio assume in questa fase la veste di soggetto attuatore di opere pubbliche e come tale è vincolato alla normativa sui pubblici appalti. Operativamente, il Consorzio, allorquando individua la necessità di realizzare nuove opere nel comprensorio, predispone i progetti e li sottopone alle Amministrazioni Centrale e Regionale (a seconda della competenza) per l’approvazione e per l’assegnazione delle risorse. Ultimati e collaudati i lavori, l’opera viene presa in consegna dal Consorzio che ne assume l’esercizio e la manutenzione.

QUALI SONO I CORSI D'ACQUA CONSORZIALI

L’art. 1 della legge regionale n° 9/83 dispone:

"Le opere pubbliche di bonifica, le opere idrauliche e le opere relative ai corsi d’acqua naturali pubblici non classificati, che fanno parte integrante del sistema di bonifica e di irrigazione, appartengono al demanio regionale e sono concesse per l’esecuzione al consorzio di bonifica competente e allo stesso affidate per l’esercizio, per la manutenzione e per la polizia idraulica."

Non rientrano, pertanto, fra le opere in manutenzione al consorzio i FIUMI (Magistrato alle Acque) ed i FOSSI PRIVATI.

QUANTI CONSORZI DI BONIFICA ESISTONO

In Italia: 180 - Nel Veneto: 20

CON QUALI RISORSE SI REGGONO I CONSORZI DI BONIFICA

Le risorse finanziarie sono quasi interamente reperite presso i proprietari dei terreni e dei fabbricati ricadenti nel comprensorio consorziale mediante iscrizione del contributo nella cartella esattoriale in forza di una classificazione sottoposta all’approvazione regionale.

In quanto "consorzio obbligatorio", l’appartenenza di ciascun immobile, e del relativo proprietario, non è facoltativa, ma coatta perchè fissata da leggi statali e regionali.

Per l’anno 1999 le entrate riscosse dalla contribuenza sono state di lire 12.776.358.000.000.

QUALI SONO I REQUISITI DI LEGITTIMITA' PER L'IMPOSIZIONE CONSORZIALE

1° L’approntamento di una classifica di riparto dei costi, soggetta all’approvazione della Regione;

2° Che l’immobile ricada nel comprensorio consorziale;

3° Che gli immobili traggano benefici concreti dall’esecuzione delle opere di bonifica e dalla loro manutenzione, traducibili in un aumento del valore fondiario.

COME DEVE ESSERE REDATTO UN PIANO DI CLASSIFICA

La sentenza della Suprema Corte di Cassazione - Sez. Unite - n° 8960 del 14 Ottobre 1996, cui è stata riservata ampia eco dalla stampa e dai net-work nazionali, senza nulla innovare nella materia, opportunamente e chiaramente regolamentata da esauriente normativa statale e, per quanto ci riguarda, regionale, ha ribadito due fondamentali princìpi (peraltro, mai in discussione anche nel testo di legge del 1933):

1° La contribuenza consortile riguarda tutti gli immobili, a prescindere dalla destinazione d’uso (terreni o fabbricati) e dai titolari della proprietà (compreso lo Stato);

2° gli immobili debbono trarre un beneficio diretto dall’attività di bonifica. Vengono, quindi, associati i costi della bonifica ai benefici che tutti gli immobili traggono o possono trarre dalla stessa attraverso uno studio multidisciplinare che mette in relazione i primi (costi) con i secondi (benefici), commisurati a parametri tecnici inconfutabili, scientificamente validati e con riferimenti di oggettiva dimostrabilità.

Orbene, trattandosi di un’Utenza di carattere territoriale, gli immobili comprensoriali, all’interno di ciascun bacino idraulico di appartenenza, vengono suddivisi in classi e sottoclassi omogenee in ordine a caratteristiche comuni di natura idraulica, altimetrica, fisica, di corrivazione, udometrica ed economica. A questi raggruppamenti vengono poi assegnati indici oggettivi di beneficio, dedotti dalle suaccennate tipologie, che determinano il calcolo dei contributi differenziati.

La legge (artt. 10, 11 e 21 R.D. 13.2.1933. n° 215) prescrive infatti che il calcolo dei benefici avvenga attraverso un "Piano di Riparto", comunemente definito "Classifica contributiva", da approvarsi a norma di legge.

Lo scrivente ha adempiuto al dettato legislativo approvando il proprio Piano di Classifica e depositandolo presso la Giunta Regionale Veneta.

Ultimamente, la Regione, con propria legge n° 25 del 2.6.1996, si è autoimposta la definizione dei criteri di beneficio cui dovranno uniformarsi tutti i consorzi di bonifica; criteri che il Consorzio Bacchiglione Brenta ha sollecitamente recepito e trasfuso nel nuovo piano di classifica di imminente approvazione.

COME SI RICORRE AVVERSO IL CONTRIBUTO CONSORTILE

  • Per errori materiali è ammesso ricorso, anche informale, al Consorzio di Bonifica;
  • Se il ricorso riguarda un’errata applicazione del Piano di Classifica, va proposto innanzi al Giudice Amministrativo (T.A.R.);
  • Se, viceversa, riguarda l’insussistenza di benefici, il ricorso va proposto innanzi al Giudice Ordinario (Tribunale).

PROBLEMATICHE

Il Consorzio sta scontando due differenti fasi critiche:

  • la necessità di eseguire opere pubbliche economicamente rilevanti;
  • la necessità di armonizzare la propria attività con quella dei soggetti istituzionali territoriali (amministrazioni comunali).

 

ATTIVITA’ DI ESECUZIONE DI OPERE PUBBLICHE

La profonda e vertiginosa trasformazione del territorio rende impellente l’adeguamento delle strutture idrauliche con l’aggravante di dover rincorrere gli eventi, anzichè prevenirli. Conseguentemente, i fabbisogni crescono in misura esponenziale, mentre le risorse sono sempre meno disponibili.

Ciò vale, soprattutto, per il reparto occidentale del Bacchiglione Brenta, orfano dei sussidi che viceversa riesce a reperire il reparto orientale in virtù della sua collocazione sulla fascia lagunare, relativamente alla quale operano leggi speciali adeguatamente finanziate.

 

ARMONIZZAZIONE DI ATTIVITA’ SUL TERRITORIO

Un territorio agricolo, una volta bonificato, si trova in uno stadio di perdurante equilibrio idraulico. Nel momento in cui lo stesso territorio subisce trasformazioni edilizie tale equilibrio salta. L’urbanizzazione spinta, correlata ad una falcidia occupazionale in agricoltura, ha determinato nel nostro comprensorio una riduzione sensibile di invaso e l’abbandono, pressochè totale, della manutenzione dei fossi privati.

La canalizzazione privata, in termini di funzionalità scolante, è altrettanto importante rispetto a quella consorziale, perchè un suo cattivo uso, nonostante un’attività consortile puntuale, può mettere in ginocchio vaste aree comprensoriali. Se poi si aggiunge l’impermeabilizzazione dei suoli per effetto delle asfaltature e delle cementificazioni che sopprimono la capacità di assorbimento dell’acqua da parte del terreno e determinano una sua corsa veloce ai punti di espulsione, oltre alla riduzione di invaso conseguente all’intubazione dei fossi - talvolta disordinata - come pure l’aggravante dell’aumento di portata alimentato dagli agglomerati urbani, si ottiene un quadro della situazione idraulica di grave difficoltà.

E’ perciò intuibile, per l’immediato futuro, quanto sia irrinunciabile un fitto scambio di informazioni previe tra gli enti territoriali che pianificano ed i consorzi che preordinano. L’art.15 della legge regionale n.1/91 è stato lungimirante al riguardo, imponendo ai comuni l’obbligo di richiedere il benestare del consorzio di bonifica prima di licenziare i piani regolatori. Purtroppo, tale adempimento, è subordinato all’approvazione regionale del Piano Generale di Bonifica consorziale che, nel caso del Bacchiglione Brenta, giace in Regione dal 1989!


I NODI STRUTTURALI

I nodi strutturali di massima urgenza (ed anche i più costosi) sono sostanzialmente due:

  • l’apertura dello scolmatore Fossetta-Limenella con recapito in Brenta;
  • la diversificazione del Rialto nel tronco finale del Rio Spinoso.

Per ambedue le opere si prevede una spesa di circa 30 miliardi. Alle stesse, nel presente notiziario, vengono riservate due approfondite schede.


ORGANI DI AMMINISTRAZIONE DEL CONSORZIO DI BONIFICA

Il Consorzio è retto da un Consiglio di Amministrazione composto da 30 membri democraticamente eletti ogni 5 anni. Nel 1999 si terranno le elezioni ordinarie per il rinnovo delle cariche. Tutti coloro che pagano il contributo di bonifica hanno diritto ad un voto e possono candidarsi per essere eletti. A tal proposito riceveranno un avviso per la presentazione al seggio elettorale. Il regolamento per esercitare il diritto di elettorato attivo e passivo viene approvato dalla Regione Veneto.

Ai 30 membri elettivi se ne aggiungono, di diritto, altri 2, nominati rispettivamente dalla Provincia di Padova e di Venezia, oltre ad 1 ulteriore membro di nomina regionale.

All’interno del Consiglio si procede all’elezione del Presidente, del vice-presidente e degli altri 5 componenti la Giunta. Il delegato regionale partecipa, di diritto, all’attività della Giunta. Sulla gestione del Consorzio vigila il Collegio dei Revisori dei Conti, composto da tre membri effettivi, di cui 1 (il Presidente) di nomina regionale.


LE PIU' IMPORTANTI LEGGI SULLA BONIFICA

TITOLAZIONE ESTREMI PROVVEDIMENTO DI LEGGE
TESTO DELLE NORME SULLA BONIFICA INTEGRALE R.D. 13.2.1933, n° 215
DISPOSIZIONI LEGISLATIVE PER LA CONSERVAZIONE E LA POLIZIA DELLE OPERE DI BONIFICA E LORO PERTINENZE R.D. 8.5.1904, n° 368
ATTUAZIONE DELLA DELEGA DI CUI ALL.ART.1 DELLA LEGGE 22.7.1975, N° 382 (trasferimento materia alle regioni) D.P.R. 24.7.1977, n°616
RIORDINAMENTO DEI CONSORZI DI BONIFICA E DETERMINAZIONE DEI RELATIVI COMPRENSORI l.r. 13.1.1976, n°3
LEGGE GENERALE PER GLI INTERVENTI NEL SETTORE PRIMARIO l.r. 31.10.1980 n° 88
NUOVE DISPOSIZIONI PER L’ORGANIZZAZIONE DELLA BONIFICA l.r. 1.3.1983, n° 9
NORME IN MATERIA DI OPERE PUBBLICHE DI INTERESSE REGIONALE E PER LE COSTRUZIONI IN ZONE CLASSIFICATE SISMICHE l.r. 16.8.1984, n° 42
DISPOSIZIONI PER L’INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA E PROGRAMMA REGIONALE DI SVILUPPO AGRICOLO E FORESTALE PER IL PERIODO 1990/1994 l.r. 8.1.1991, n°1
DISCIPLINA DELL’ATTIVITA’ DI VIGILANZA E DI CONTROLLO SUGLI ENTI AMMINISTRATIVI REGIONALI l.r. 18.12.1993, n° 53
NORME PER IL RIASSETTO ORGANIZZATIVO E FUNZIONALE DELLA DIFESA DEL SUOLO legge 18.5.1989, n°183
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI RISORSE IDRICHE (legge "Galli") legge 5.1.1994, n° 36
MODIFICHE ED INTEGRAZIONI ALLE LEGGI REGIONALI 13.1.1976 N.3, 18.12.1993 N.53 E 8.1.1991 N.1 legge 19.8.1996, n° 25

 


I NUMERI DELLA BONIFICA

COMPRENSORIO (ricadente nel territorio di 39 comuni)
Ha 58.247
Superficie sotto il livello del mare
Ha. 4.150
Superficie servita da bonifica a scolo naturale
Ha. 27.959
Superficie servita da bonifica a scolo meccanico
- a scolo esclusivamente meccanico              Ha. 14.446
- a scolo alternato o parzialmente meccanico Ha. 15.842
Ha. 30.288
Lunghezza canali consorziali
- in sede demaniale  Km. 656
- in sede provata     Km. 148
Ha. 804
Impianti idrovori
Ha. 31
Portata complessiva sollevata
It/sec. 120.280
Potenza complessiva installata
- energia elettrica                             KW 8.704
- energia termica                              KW 1.085
- energia termica (gruppi elettrogeni)  KW 5.185
KW 9.789
Lunghezza rete di canalette e canali esclusiv. irrigui
Km. 29
Derivazioni irrigue
N. 34
Impianti irrigui
N. 18
Portata complessiva concessioni di derivazione acqua
l/s 7.495
Escavatori (n. 7 gommati e n. 2 cingolati)
N. 9
Tracciatrici
N. 7
Autocarri
N. 10
Fiorini
N. 10
Motobarche diserbatrici
N. 8

 


COSTI EFFETTIVI DELLA GESTIONE

SETTORE DI INTERVENTO
IMPORTI (in  milioni)
Spese di amministrazione 2.352
Oneri di riscossione tributi 847
Personale tecnico e amm.vo (quota) 1.900
Ammortamento mutui 957
Acquisto beni strumentali 200
Opere promiscue 938
Opere bonifica 608
Opere irrigue 511
Personae di campagna 2.315
Mezzi operativi 460
Funz.to idrovre 585
Man.Fabb. e imp. idr. 451
Progett. nuove opere 500

TOTALE

12.624

 


NOTIZIE UTILI

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Documenti per cambi
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Semplice fotocopia atto notarile di vendita, denuncia di successione, sentenza, ecc. (non sono validi: preliminari di vendita, auto certificazioni, denunce alla Questura)